Assolutamente sì, ma ci sono alcune premesse da fare. Con il termine "attività fisica" si intende qualsiasi movimento corporeo che richieda un'attivazione del sistema muscolo-scheletrico e si traduca dunque in un dispendio energetico superiore a quello a riposo. Camminare rientra in questa categoria, ma è parte di uno stile di vita sano che tutti dovremmo avere per mantenere un buono stato di salute: ridurre al minimo il tempo trascorso seduto alla scrivania o sul divano, così come priviligiare gli spostamenti a piedi a quelli in macchina quando è possibile.

L' OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) considera questa attività fisica come LEGGERA e consiglia di dedicarle circa 300 minuti a settimana, ovvero almeno mezz'ora al giorno di movimento al fine di mantenere un buono stato di salute. Tuttavia la stessa suggerisce anche di associare 150 minuti a settimana da dedicare ad un'attività fisica MODERATA, ovvero che richieda un dispendio energetico maggiore. Cosa si intende? Semplicemente trovare due ore a settimana per svolgere una qualsiasi attività sportiva, sia essa individuale o di gruppo. Correre, andare in bicicletta, nuotare, fare esercizi a corpo libero, utilizzare attrezzi o pesi, yoga, pilates, zumba... Ne esistono così tante che c'è solo l'imbarazzo della scelta. Trova solo un' attivita che ti piace, e DAI IL MEGLIO DI TE! Noterai presto risultati sia dal punto di vista fisico che mentale.

In presenza di dolore o condizioni cliniche specfiche, è sempre opportuno consultare uno specialista per capire quale sia l'attività fisica più adatta a te. Per qualsiasi informazione non esitare a contattarmi tramite l'indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o il numero 3392580895.

Cos’è la dismenorrea?

Il termine dismenorrea, che letteralmente significa “flusso mensile difficoltoso”, viene utilizzato per identificare una condizione dolorosa mestruale caratterizzata da dolore di tipo crampiforme a livello della parte bassa dell’addome. La dismenorrea viene classificata in primaria e secondaria: si parla di dismenorrea primaria in assenza di patologie sottostanti e dismenorrea secondaria in presenza di patologie pelviche, come ad esempio l’endometriosi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stimato che la dismenorrea è la causa principale di dolore cronico pelvico nella popolazione femminile. Infatti colpisce dal 67-90% delle donne di età compresa tra i 17 e i 24 anni ed è considerata la condizione ginecologica più comune e debilitante nelle attività di vita quotidiane per le giovani donne in età riproduttiva. Infatti, la prevalenza della dismenorrea si riduce dopo i 30 anni e maggiormente dopo i 35, in particolare in seguito alla gravidanza e al parto. La diagnosi di dismenorrea è altamente sottostimata nel contesto medico-sanitario: infatti i sintomi di molte donne affette da tale condizione non vengono riconosciuti, in quanto classificati come dolore tipico da ciclo mestruale piuttosto che originato da una condizione clinica specifica.

Che caratteristiche ha questo dolore?

La dismenorrea generalmente si presenta in età adolescenziale, in concomitanza del menarca o dopo circa 6-12 mesi da quest’ultimo. Il dolore mestruale insorge poche ore prima o immediatamente dopo l’inizio della mestruazione, dura generalmente dalle 8 alle 72 ore, e può essere ti tipo spasmodico, sordo e continuo. Si localizza nella regione pelvica e nei quadranti addominali inferiori, ma può anche irradiare verso il perineo, l’ano, la vulva, la regione inguinale, gli arti inferiori, la colonna lombare e la regione dell’epigastrio. Generalmente il dolore è accompagnato da sintomi associati come: nausea, vomito, diarrea, affaticamento e insonnia.

Perché soffro di dismenorrea?

La principale causa alla base della dismenorrea sembra essere la produzione di prostaglandine da parte delle cellule endometriali dell’utero. Infatti le mestruazioni iniziano quando i livelli di progesterone diminuiscono, stimolando così il rilascio di prostaglandine. Durante la mestruazione, il rilascio di queste sostanze pro-infiammatorie causa iper contrazione, ischemia e ipossia del tessuto muscolare uterino. Ne deriva un aumento della sensibilità delle fibre nocicettive e quindi dolore pelvico. L’intensità di questa condizione è associata a numerosi fattori, quali: durata del flusso mestruale, menarca precoce, esposizione al fumo, obesità, sedentarietà, consumo di alcol, familiarità, alti livello di stress, ansia, depressione.

Che effetti può avere la dismenorrea?

La dismenorrea è una condizione che ha un enorme impatto socio-economico, infatti rappresenta per molte donne la causa di assenza dalle attività scolastiche e lavorative. Infatti è stato riscontrato che la dismenorrea ha un impatto significativo sulla qualità di vita quotidiana, in quanto spesso associata a stanchezza, letargia, ansia, depressione e riduzione della concentrazione. La dimensione sociale della donna viene spesso influenzata negativamente da sintomi quali irritabilità e sensazione di disagio, così come diminuzione di interesse nello svolgere attività fisica, hobbies e commissioni quando sono presenti il dolore e altri sintomi.

 Quali terapie esistono per la dismenorrea?

Esistono numerose opzioni di trattamento per le giovani donne affette da dismenorrea:

Assumere farmaci - I farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), gli analgesici e i contraccettivi orali sono i farmaci più comuni per alleviare il dolore mestruale. Tuttavia, questi alleviano il dolore solo temporaneamente e mostrano un tasso di fallimento del 20-25%.  Possono inoltre indurre alcuni effetti collaterali fra cui: nausea, tensione al seno, sanguinamento, vomito, diarrea, dolori addominali, costipazione, cefalea, vertigini, stato confusionale, depressione, ansia, disturbi visivi ed uditivi.

Modificare lo stile di vita – Lo svolgimento di attività fisica, esercizi di stretching e rilassamento muscolare migliora l’irrorazione vascolare pelvica e il conseguente rilascio di endorfine. Il movimento, eseguito in modo corretto e controllato, rappresenta un’ottima terapia!

Seguire una dieta specifica – Alle donne con dismenorrea viene spesso consigliata una dieta a ridotto apporto di grassi animali ed aumentato apporto di ω-3, magnesio e vitamina B6, in grado di diminuire la produzione di prostaglandine. Dunque una dieta vegetariana povera di grassi può favorire una diminuzione dei sintomi. E' importante però rivolgersi ad uno specialista per valutare il piano alimentare adatto ale tue esigenze.

Utilizzare il calore – Durante il periodo mestruale viene consigliato di tenere la zona addominale al caldo. Questo porta solitamente ad un miglioramento dei sintomi, poiché il calore locale agisce a livello dei nocicettori pelvici riducendo l’afferenza sensitiva dolorifica.

Altre terapie - La stimolazione elettrica transcutanea (TENS) e l’agopuntura sono risultate un valido supporto nel ridurre lo stimolo nocicettivo proveniente dalla regione pelvica. Il ricorso alla terapia chirurgica, con l’ablazione del nervo uterino in laparoscopia, è da considerarsi l’estrema scelta in quei casi di dismenorrea grave o dopo l’insuccesso delle terapie mediche o non farmacologiche.

E cosa può fare l’osteopatia?

Il trattamento osteopatico merita un capitolo a parte nel caso della dismenorrea. Infatti sono presenti evidenze scientifiche crescenti che mostrano la sua efficacia nel ridurre un dolore cronico, come quello causato dalla dismenorrea. 

Quali sono i meccanismi tramite cui agisce il trattamento osteopatico?  

  • Il contatto manuale agisce sulle fibre nervose cutanee propriocettive, senza attivare le fibre responsabili dell’input nocicettivo, bloccando così la trasmissione degli impulsi nocicettivi ai centri superiori e riducendo dunque il dolore percepito.
  • L’osteopata valuta la mobilità delle strutture muscolo-scheletriche della regione pelvica, quali colonna lombare, sacro, articolazioni sacro-iliache e bacino. Se necessario può intervenire con manipolazioni vertebrali e tecniche di rilascio dei legamenti e della muscolatura circostante (es. retto dell'addome, quadrato dei lombi, paravertebrali) al fine di migliorare la funzionalità della regione pelvica.
  • Il sistema fasciale pelvico avvolge e mette in relazione il sistema muscolare e scheletrico, il sistema endocrino, il sistema neuro-vascolare e il sistema immunitario. Quindi la valutazione e il trattamento di tensioni mio-fasciali eseguite dall’osteopata, ha l’obiettivo di migliorare la connessione tra questi sistemi e diminuire la percezione di dolore pelvico.
  • Il diaframma svolge un ruolo chiave per la corretta circolazione arteriosa e venosa della regione pelvica ed è anche responsabile della mobilità degli organi pelvici durante l’inspirazione e l’espirazione. Tecniche di rilassamento del muscolo diaframma aiutano a diminuire la congestione pelvica, riducendo così la concentrazione di sostanze pro-infiammatorie.
  • La manipolazione viscerale nella regione pelvica può essere efficace nel migliorare il dolore causato dalla dismenorrea. Queste tecniche infatti, hanno un impatto positivo sulla risposta endogena dell’organismo al dolore con un’evidente riduzione di mediatori pro-infiammatori e aumento di serotonina nei livelli ematici.

Nel caso della dismenorrea, così come per molte condizioni croniche, è sempre consigliato un approccio multidisciplinare che includa diverse terapie complementari tra di loro. L’importante è trovare la terapia giusta per te, anche se diversa da quella utilizzata dalle tue amiche.

Se hai qualche domanda o vuoi richiedere maggiori informazioni, contattami al 3392580895 o scrivimi una email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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Sara Castoldi Osteopata – P.I. 11193940969 – Milano e provincia – Powered by Digigreg

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